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AUDIENCE DEVELOPMENT E INNOVAZIONE CULTURALE

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Nuovo Cinema Paradiso

16 ottobre 2017 - articolo
Nuovo Cinema Paradiso

Accessibilità, competenze, tecnologie e sviluppo di nuovi pubblici per la sala cinematografica.

“In un momento in cui il cinema sta perdendo spettatori, un progetto come questo è doppiamente lodevole: perché contribuisce ad ampliare la platea e perché lo fa in modo inclusivo, coinvolgendo le persone a cui in passato non era permesso vivere l'esperienza della sala cinematografica”. Così Carlo Verdone, la sera di lunedì 2 ottobre al Cinema Massimo di Torino, ha salutato l'apertura della prima rassegna organizzata da Più Cinema Per Tutti, il progetto nato per rendere le proiezioni di film accessibili anche a persone con deficit della vista o dell'udito. Lanciata dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema e inaugurata con un ciclo dedicato all'opera del regista e attore romano, l'iniziativa segue un approccio orientato all'abbattimento delle barriere d'accesso, più che all'organizzazione di eventi riservati. “Il nostro obiettivo non è produrre versioni alternative dei film, ma aprire la normale programmazione delle sale cinematografiche agli spettatori ciechi/ipovedenti o sordi/ipoudenti, con l'ausilio di servizi di audio descrizione e sottotitoli”, spiega Rosa Canosa, responsabile del progetto.

Coniugando attenzione per il sociale e utilizzo di nuove tecnologie (lo spettatore ascolta l'audio descrizione sul proprio smartphone, tramite una app specifica), Più Cinema Per Tutti rappresenta un esempio di come le diverse realtà del mondo cinematografico stiano provando a rispondere in modo innovativo alla trasformazione dei consumi culturali e d'intrattenimento nel XXI secolo. Negli ultimi anni, i segnali provenienti dal botteghino italiano hanno fatto registrare una piccola ripresa: secondo i dati forniti da Anica, sia nel 2015 che nel 2016 è aumentato il numero degli spettatori in sala, riportando la vendita di biglietti sopra la soglia dei 100 milioni all'anno (105.385.195 nel 2016). Sul lungo periodo, tuttavia, la flessione rispetto agli anni d'oro rimane notevole: in mezzo secolo si è passati dai quindicimila biglietti ogni mille abitanti venduti nel 1959 ai milleottocento ogni mille abitanti del 2009 (fonte Istat). Come e forse ancor più di altre forme dello spettacolo, il cinema si trova a fronteggiare una concorrenza su più livelli, i cui effetti si vedono soprattutto nelle nuove generazioni. Da un lato – sul suo terreno, quello dell'audiovisivo – le produzioni seriali hanno trovato la propria dimensione ideale sulle pay tv e sulle piattaforme di streaming online, ritagliandosi un ruolo sempre più importante nell'immaginario culturale collettivo (fino a insidiare quello che nel Novecento fu del lungometraggio); dall'altro, la capacità attrattiva della sala si è gradualmente scontrata con tutti i servizi (giochi, social network, strumenti di comunicazione) che oggi occupano il tempo libero e l'attenzione dello spettatore.

 

2_Verdone_CineMassimo

Inevitabili partner della nostra epoca, le reti digitali possono svolgere anche un ruolo propulsivo in materia di Audience Development cinematografico. Movieday è una piattaforma che punta a portare gli spettatori in sala ridisegnando le dinamiche delle proiezioni secondo lo spirito del crowdsourcing: sono gli utenti del sito a scegliere il film, il cinema e la data. Se viene raggiunto il numero minimo di iscrizioni, Movieday fornisce la versione digitale della pellicola e la proiezione ha luogo. Online da maggio 2015, il progetto è cresciuto sia grazie al passaparola che alla capacità dei suoi ideatori di sviluppare un ampio network di collaborazioni con gli esercenti (da Acireale a Zola Pedrosa, oggi sono 192 le sale convenzionate e di ricalibrare la proposta risolvendo rapidamente le prime criticità. “Dopo pochi mesi ci siamo resi conto che raggiungere il traguardo delle iscrizioni minime non è così semplice per chi non è abituato a fare promozione”, spiega Paolo Nepi, co-fondatore e Chief Financial Officerdi Movieday. “Per questo abbiamo inventato la figura del film campaigner , prendendo contatto con alcune agenzie di marketing e formandole sull'utilizzo del servizio: le dinamiche, gli strumenti, gli obiettivi”. I risultati appaiono evidenti: le campagne di proiezioni organizzate senza un team di esperti hanno una percentuale di successo intorno al 25%, quelle che si servono di un film campaigner hanno un tasso medio superiore all'ottanta per cento. “Gli utenti rimangono centrali nel progetto e nella filosofia di MovieDay”, conclude Nepi, “ma il sistema aveva bisogno dello sviluppo di specifiche competenze professionali”.

 

Movieday

“Quello delle competenze è un discorso fondamentale, soprattutto in ambito di servizi digitali”, osserva Paolo Manera, direttore della Film Commission Torino Piemonte  “Fino a poco tempo fa si pensava che bastasse aprire un sito Internet: la comunità online avrebbe fatto il resto. L'esperienza di MovieDay dimostra il contrario. Sta diventando sempre più importante ragionare in termini di nuove professionalità”. Si tratta di una consapevolezza che inizia gradualmente a diffondersi sul territorio italiano. Se a Torino lo sviluppo di nuovi pubblici è ormai parte centrale della mission di associazioni e festival come il Museo Nazionale del Cinema e Torino Film Lab, in tutta Italia nascono iniziative, workshop, laboratori, convegni e spazi di riflessione dedicati al tema. La copertura geografica va dal Lucania Film Festival al Lago Film Fest, dalla Fondazione Sistema Toscana all'Audience Development & Innovation Lab organizzato in collaborazione tra Cineteca di Bologna ed Europa Cinemas all'interno del festival Il Cinema Ritrovato. La figura dell'audience developer è ormai anche oggetto di corsi di formazione, in Italia come all'estero: da quello promosso dalla Cineteca di Bologna con il sostegno del Fondo Sociale Europeo nell'ambito del ciclo “I mestieri del cinema” alla settimana di film programming and audience development proposta dal British Film Institute.

 

Se la Rete è importante, ancora di più è fare rete: attivando nuove collaborazioni e ridando linfa a quelle già esistenti. “Un ruolo chiave della Film Commission è fare da interlocutore tra autori, produttori e distributori, favorendo la formazione di un network che coinvolga l'intera filiera cinematografica”, spiega Manera. “Con questo spirito sono nati i Production Days, che si svilupperanno in sinergia con alcuni tra i maggiori appuntamenti torinesi dedicati all'audiovisivo”. Nel calendario dei Production Days, il cinema non è inteso solo come quello della sala. L'approccio è molto più ampio e comprende i diversi canali di distribuzione e le molteplici forme di contaminazione tra linguaggi che oggi animano l'esperienza audiovisiva. Ci sarà spazio per l'animazione e i videogiochi, con l'obiettivo di mettere in contatto i produttori locali e gli ospiti internazionali della View Conference, ci sarà una masterclass sulle serie tv a ridosso del Torino Film Lab e non mancherà un panel sul documentario, uno dei formati che è riuscito ad assorbire meglio gli effetti della rivoluzione digitale, ampliando la sua audience sia in sala che in tv che su servizi online come Netflix (nel 2017, intanto, si è celebrato il decimo compleanno del Piemonte Doc Film Fund). “Ma ragioneremo anche su come stanno cambiando il ruolo e la natura della sala cinematografica”, aggiunge Manera. “Il 17 ottobre è in programma un incontro tra i produttori indipendenti locali e le associazioni degli esercenti. L'ampliamento del pubblico passa anche da sinergie inedite”. A loro modo, Più Cinema per Tutti e MovieDay ne sono un esempio. Dopo la rassegna su Carlo Verdone, a gennaio il progetto torinese sperimenterà per la prima volta il passaggio in sala di film recenti: la scelta dei titoli e la gestione delle proiezioni sarà curata in collaborazione con Movieday.