Socrate il sopravvissuto/Come le foglie

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Associazione Culturale Anagoor – Castelfranco Veneto

Performance corale sul tema dell’educazione oggi, realizzata attraverso il filtro della figura di Socrate a partire dal romanzo “Il sopravvissuto” di Antonio Scurati (premio Campiello 2005) e dall’Alcibiade di Platone.
In scena sarà presente l’insegnante/Socrate e un coro di nove ragazzi rappresentati da giovani attori selezionati da una call nazionale e coinvolti in una fase preliminare di laboratorio e di prove partecipate. Nel cuore della performance si aprirà anche una rappresentazione in video, realizzata nel corso del laboratorio, della morte di Socrate e all’interno di tale cornice un dialogo flashback tra Socrate e Alcibiade eseguito dal vivo dagli attori in scena.

Lo spettacolo sarà presentato nel Festival delle Colline Torinesi e durante l’estate 2016 sarà replicato al Festival Drosera, al Mittelfest di Cividale del Friuli, a Operaestate Festival Veneto.
In autunno sarà ripreso per Romaeuropa Festival e per il Festival Cento Scale di Potenza.

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"In un tempo, il nostro, che porta con sé vorticosi mutamenti, la questione educativa sembra diventata un tema marginale e insieme una montagna inaffrontabile, sempre aggirata per mezzo di riforme scolastiche parziali che mortificano insegnanti e ragazzi e il processo stesso della conoscenza. Stiamo accumulando un ritardo colpevole. Serve che si levi un pensiero alto ed articolato attorno all’educare oggi, alla cura delle coscienze in formazione. Un pensiero che rilevi la stretta connessione tra processo della conoscenza e ricerca della giustizia, tra strumenti del conoscere (che è riconoscere e saper distinguere la verità dall’opinione) e pratica politica. Un pensiero che smetta di separare la filosofia dalla vita, che ricucia lo strappo tra anima e corpo e inviti all’eterna e mai perfetta ricerca della verità unico baluardo contro l’assenza di senso della storia e dell’esistenza. Con Socrate il sopravvissuto Anagoor entra all’interno di una classe, in una scuola come tante. Lo fa inseguendo alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto e assumendo il punto di vista di chi si dispone di fronte ad un gruppo di giovani incaricato della loro educazione. Non un adattamento teatrale del romanzo, ma, come di consueto nelle creazioni di Anagoor, alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano, tra performance, teatro e immagini video, ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali come un fiume carsico: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte. Tra le ore che precedono la morte di Socrate per ingiunzione della città, così come sono raccontate da Platone nel Fedone, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, così come è dipinta con lucida ferocia nel romanzo di Antonio Scurati, si consuma tutta la battaglia, una vera e propria Gigantomachia, al pensiero occidentale dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici. E si rinnovano anche i due eterni interrogativi: la domanda di senso, ingombrante punto di domanda rivolto al maestro, e la questione stessa della posizione del maestro rispetto al sapere e ai discepoli. In scena sarà presente l’insegnante/Socrate e un coro di otto ragazzi rappresentati da giovani attori selezionati da una call nazionale e coinvolti in una fase preliminare di laboratorio e di prove partecipate. Nel cuore della performance si aprirà anche una rappresentazione in video della morte di Socrate e all’interno di tale cornice un dialogo flashback tra Socrate e Alcibiade sulla conoscenza del giusto e dell’ingiusto."