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Accademia delle Scienze

via Accademia delle Scienze 6, Torino
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L'Accademia delle Scienze ha sede nel secentesco palazzo progettato per ospitare il Collegio dei Nobili. Il progetto iniziale, molto più ampio, è opera di Carlo Maurizio Vota. L'edificio, il cui cantiere fu diretto da Michelangelo Garove (1650-1713), è stato in passato attribuito a Guarino Guarini. Se l’attribuzione è incerta è però indiscutibile la presenza d’influssi guariniani nello stile, in particolare nello scalone che dall'atrio d’ingresso permette di accedere alle sale storiche dell'Accademia delle Scienze e nell’architettura delle grandi sale del piano terreno, tra le quali in primo luogo la ex-cappella. L’impostazione del palazzo prevedeva uno schema a C, con un corpo centrale e due ali, su tre piani fuori terra e un piano interrato. Il collegio disponeva tra le altre cose di un teatro (il grande salone alto due piani della manica ovest) in cui, dopo la soppressione dell'ordine gesuitico nel 1773, fu realizzata la sala riunioni della Regia Accademia delle Scienze, decorata da Giovannino Galliari nel 1787. La disposizione degli spazi interni ha condizionato anche la composizione dell’imponente facciata, caratterizzata da due fasce marcapiano tra le quali si aprono le ampie finestre coronate da elaborati timpani. Il fronte principale è interrotto al centro da un grande portale d'ingresso aggiunto nell'Ottocento dall’architetto Giuseppe Maria Talucchi in seguito alla costituzione del Museo Egizio, con l'acquisizione nel 1824 delle prime collezioni.

L’ampio ed articolato intervento di restauro, rifunzionalizzazione e messa a norma del palazzo dell’Accademia è stato sostenuto dalla Compagnia a partire dal 2002, con la redazione del progetto di recupero e le opere di ristrutturazione e rifunzionalizzazione della sede nonché dello Scalone Guariniano. Sono quindi stati resi agibili e funzionali gli spazi utilizzati storicamente dall’Accademia secondo standard di conservazione, organizzazione e sicurezza moderni e di accesso al pubblico; si è intervenuti sui locali dal piano interrato fino al sottotetto, in primis sulla Sala dei Mappamondi e sulla Sala Vallauri, nonché sul patrimonio librario.

La Compagnia di San Paolo è intervenuta a favore della rifunzionalizzazione in chiave museale dell’Accademia e del recupero dello scalone guariniano del palazzo con circa € 9 milioni.

L’intervento è stato inserito all’interno del Programma Barocco sviluppato dalla Fondazione 1563 della Compagnia di San Paolo. Il Programma promuove gli studi sul patrimonio letterario, musicale, teatrale, artistico e architettonico, storico-politico e del pensiero dell’età barocca nel XVII e XVIII secolo allo scopo di valorizzare l’identità barocca piemontese.

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Area operativa: Innovazione culturale

Contributo erogato:

9.000.000 euro

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