Presentazione del progetto Powercoders Italia

14/01/2020
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Un progetto studiato per permettere ai rifugiati un pieno inserimento sociale e lavorativo nell'ambito del coding.

Prende il via a Torino il progetto Powercoders Italia, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, di Reale Foundation, della Fondazione Accenture e di Specchio dei Tempi.

A tale proposito, il Presidente Francesco Profumo ha dichiarato: "La Compagnia di San Paolo sostiene con convinzione il progetto Powercoders Italia, con l’obiettivo di affrontare in modo nuovo e contestuale due questioni rilevanti per l’economia e la società europea: l’inserimento lavorativo dei migranti nel tessuto sociale e la mancanza di professionisti esperti in coding. Il progetto, già attivo in Svizzera, dove ha formato sino a oggi 101 rifugiati e ha un tasso di successo di oltre il 60% per l’inserimento lavorativo, approda oggi in Italia, a Torino, grazie al lavoro congiunto di partnership tra enti pubblici e privati attivi nella nostra città. Il programma, che comprende anche workshop per sviluppare soft skill e abilità sociali e comunicative, è stato progettato per permettere ai rifugiati un pieno inserimento sociale e lavorativo."

Nata nel 2016, l’ONG svizzera Powercoders offre corsi di programmazione a rifugiati per diventare coders, riqualificando così le loro competenze per contribuire a rispondere alla richiesta crescente di risorse da parte delle imprese impegnate
nei processi di digitalizzazione.

Al termine del corso, gli studenti hanno la possibilità di attivare un tirocinio presso le aziende del settore IT ed essere assunte.

Sinora sono stati avviati progetti a Berna, Losanna, Basilea e Zurigo: dall’avvio della propria attività, l’ONG ha formato 101 rifugiati, con un tasso di successo del 97% per l’inserimento in tirocinio e più di 60% per l’inserimento lavorativo.

Il piano di espansione prevede la presenza in altri Paesi che siano un bacino di rifugiati con competenze informatiche di base e dispongano di un’economia sufficientemente forte sul piano dell’ICT. In Italia, l’ambizione è quella di espandersi in Piemonte e in Lombardia.

Il primo corso a Torino, che durerà 13 settimane per una classe di 20 persone, partirà nel mese di gennaio. Il programma, composto anche da workshop per sviluppare soft skill e abilità sociali e comunicative, è studiato per permettere ai rifugiati un pieno inserimento sociale e lavorativo.

Il modello proposto affronta in modo nuovo e contestuale due questioni rilevanti per l’economia e la società europea: l’inserimento dei migranti nel tessuto sociale e la mancanza di professionalità esperte in coding.